Carità in opera contro la povertà sanitaria

GRF 2014: I VOLTI DI UNA GIORNATA SPECIALE

Timidi o all’assalto, veterani o matricole, il popolo dei volontari racconta le storie vissute e incontrate, con un’unica certezza: Banco Farmaceutico è un’esperienza che fa bene anzitutto a chi la fa…

Quest'anno nella farmacia di Lavello abbiamo raggiunto lo stesso numero di farmaci donati l'anno scorso più uno, nonostante la crisi (…) Abbiamo notato che la maggiore solidarietà l'abbiamo ottenuta dagli anziani: che bella lezione di vita! Mi ha colpito però anche una ragazza che pur avendo molte malattie tra cui una forte emicrania, ha fatto la sua offerta. Che dire? Per me è il secondo anno che faccio questa esperienza e senza dubbio fa bene al cuore vedere come il Signore lavora nell'anima di ogni uomo aprendolo alla generosità. E' bello pensare che chi se n'è andato donando, è uscito da quella farmacia più ricco.
Chiara

Fare i volontari per Banco Farmaceutico è stata un’esperienza formidabile. Quando siamo arrivati nella Farmacia Culzoni di Settimo Milanese la postazione era già pronta, così come il materiale informativo, le schede da compilare alla fine della giornata, le schede per i dati dei volontari e le pettorine identificative. La maggior parte delle persone sono state molto gentili, qualcuno ha donato addirittura più di un farmaco. Non importava l’età, tanto giovani come anziani volevano cooperare con l’iniziativa promossa da Banco Farmaceutico. In poche parole un'alta percentuale di persone è state cordiale e collaborativa. E' la prima volta che facciamo i volontari per questa iniziativa e ci è piaciuta tantissimo. Ci siamo commossi davanti alla generosità delle persone, alla gentilezza dei farmacisti che ci hanno offerto anche il caffè ed alle storie che le persone ci raccontavano. Speriamo si possano aiutare tante persone con le medicine raccolte. Forse non potremo salvare il mondo, ma con questo prezioso contributo sarà possibile far sorridere molti.
Jacqueline Silva e Gino Saturno (Associazione Ass. Missione Parola alle Nazioni)

Anche quest’anno alcuni di noi sono stati invitati dall’amico Marco a partecipare come volontari alla Raccolta del Farmaco promossa da Banco Farmaceutico. Il lavoro si è svolto nella Farmacia Comunale presso l’Esselunga di Rho. Incontriamo tanti volti sconosciuti che ci diventano familiari nel dialogo che si instaura nello spiegare la proposta del Banco, fatto nella logica del dono. Non tutti ci accolgono, tante persone sono anche infastidite, ma alla fine tutti mostrano curiosità per quello che sta accadendo in questa farmacia: i nostri ragazzi credono moltissimo nella missione che stanno compiendo e richiamano costantemente l’attenzione dei passanti. Ciò non è per niente irrilevante, perchè il risultato conta, ci interessa ottenere un’adesione al gesto e fare in modo di raccogliere molti farmaci, ma ci interessa anche l’esperienza che stiamo facendo, la scoperta del nostro essere d’aiuto al prossimo, il metterci in gioco.
I giovani di Vanzago

Vi ringrazio tanto per aver condiviso insieme il gesto di Banco Farmaceutico. Anche quest'anno la Farmacia Carrari ha superato l'anno precedente: 159 farmaci, rispetto ai 154 del 2013. Il dott. Carrari e i suoi collaboratori erano sorpresi perchè la crisi si sente, tanto che alcuni clienti hanno debiti aperti. Mi ha colpito anche il fatto che la farmacista Lidia ha promosso da un pò di tempo il sostegno ad un missionario in Africa per cui in Farmacia si raccolgono farmaci integri da donare.
Cristina, Varese

Sono Luca, ho 40 anni e vivo a Rivoli. Da diversi anni aiuto Banco Farmaceutico. Anche quest'anno ho donato il mio servizio presso la farmacia di Affi del dott. Farinola, che è abbinata alla Comunità Missionaria di Villaregia. Questa realtà della Chiesa mi è molto cara perché grazie a Dio dal 2004, anno nel quale l'ho conosciuta, ad oggi, tante esperienze ed un cammino di fede mi hanno rigenerato come persona, ma soprattutto come cristiano. Mi ha donato amicizie vere che prima non conoscevo e nel Natale del 2007 ho fatto visita a una delle missioni sostenute dalla Comunità Missionaria in Brasile. Ci tengo a dire che sono fiero di essere un volontario del Banco. Doppiamente contento perché i farmaci raccolti ad Affi sono in favore delle missioni sopracitate, viste e "toccate” con le mie mani.
Luca, Rivoli

Anche quest'anno il gesto di Banco Farmaceutico, che ha avuto il suo culmine sabato scorso con la raccolta nelle farmacie, è stato per me una grande occasione di crescita per la mia persona sotto tutti i punti di vista. Siamo partiti (in realtà non ci siamo mai fermati dallo scorso anno), preparandoci al lavoro di quest'anno raccogliendo l'invito di Marco Malinverno (direttore nazionale di Banco Farmaceutico, ndr) a confrontarci con le ragioni che animano questo grande gesto di carità.
Posso dire che andando a trovare tutte le persone che abbiamo coinvolto, ogni incontro che facevo accresceva in me la consapevolezza di essere di fronte all'opera di un Altro. Sarebbe improponibile raccontarti la moltitudine di situazioni di dialoghi e di fatti accaduti intorno alla Giornata di Faccolta del Farmaco e di cui sono testimone. Ma ricordo volentieri lo spettacolo delle persone che ho visto all'opera in farmacia: spettacolo di gioia e gratitudine per le volontarie del Centro Servizi Donne Immigrate alla Farmacia Nuova nonostante la difficoltà di comunicazione; la testimonianza del dott. Miliardi di Quercianella che per far conoscere il gesto ha mandato messaggini a tutti i clienti nei giorni precedenti, ricevendo la mattina stessa della raccolta ordini di donazione via telefono da chi non poteva recarsi in farmacia; lo stupore commosso di Sandra che in quella stessa farmacia prestava un turno di servizio con Barbara; la disponibilità della Chiesa mormone che provvidenzialmente e in modo veramente gratuito ha offerto la propria disponibilità, che si è tradotta in presenza in almeno tre farmacie. Sì, perché anche se, sul momento, uno è deluso da chi non risponde a una proposta così, poi ti rendi conto che per chi partecipa questo è anche un grande gesto di libertà.
Massimo, Livorno

Durante le due ore passate in farmacia con un amico volontario e con mia figlia Rebecca mi sono imbattuto in due grandi gesti diversi tra loro ma a mio parere molto simili. Il primo è un cliente abituale della farmacia che, saputo in settimana della raccolta, è venuto solo ad acquistare i farmaci per il Banco, spendendo più di 50 euro (questa donazione ha alzato di molto il numero dei farmaci raccolti). Il secondo esempio è un giovane ragazzo africano capitato in farmacia per acquistare il latte in polvere per suo figlio: dopo un attimo di titubanza (gli lascio il volantino o lascio stare?) ho optato per la prima, nell'attesa del suo turno ho spiegato il motivo per cui eravamo in farmacia con "le pettorine". Mi ha risposto che non aveva molti soldi, poteva dare 2 euro; solo che non potendo ricevere soldi contanti, ho messo la mano in tasca, ho preso 3 euro e gli ho proposto di donare un farmaco con i suoi due euro e i miei tre euro. Prima di uscire ci porta il farmaco e mi restituisce i tre euro, ha dato tutto quello che aveva! Mi sono un po' commosso e l'ho ringraziato. Non è importante quanti farmaci doni, ma se quello che doni (anche un solo farmaco da 3 euro) lo doni con il cuore e con tutto te stesso!
Michele, Varedo

Io e il mio amico Michelangelo ci siamo messi subito ad incontrare le persone spiegando il gesto. Questo ha suscitato ammirazione e curiosità da parte di un impiegato della farmacia che mi ha chiesto come si faceva a diventare volontario di Banco Farmaceutico e se bisognava seguire un corso, dal momento che noi ci mostravamo ai suoi occhi ben preparati. Ho risposto che non era necessario tutto questo, ma per essere volontario era solo necessario avere il desiderio di condividere il bisogno dell’altro per scoprire il senso della vita. Soddisfatto di questo, ci ha detto che avrebbe collaborato anche lui durante tutta la giornata, interloquendo con le persone al banco.
Angelo, Palermo

Attraverso amici ho avuto modo di poter conoscere Banco Farmaceutico, mi è stato proposto di contribuire come volontaria. Sin da subito sono stata incuriosita ed attratta da questa iniziativa, probabilmente un po’ superficialmente, perché chissà, frequento la facoltà di Farmacia. E perché sono sempre disponibile alle iniziative di volontariato come sensibilizzazione verso il prossimo. (…) Fino a pochi giorni fa pensavo che oltre a poter mangiare, vestirsi, avere una famiglia vicina, fosse normale e dovuto avere anche dei farmaci nel proprio armadietto in casa. Una cosa scontata. Aver avuto modo di capire che c’è gente che realmente non può permettersi di acquistare alcun farmaco mi ha sensibilizzata, tanto. Farmaco per me è sinonimo di mezzo efficace per curarsi. E curarci vuol dire farsi del bene, quindi credo sia la cosa più importante; la vita ci è stata donata, è un regalo e non possiamo trattarlo come un vestito che quando non va più di moda (e neppure!) non indossiamo più! Credo che far capire a tutti questo concetto sia fondamentale perché Banco Farmaceutico cresca di importanza.
Roberta, Bari

Sabato è andato tutto bene. Per me è stata un’esperienza positiva grazie anche a Veronica. Abbiamo vinto la nostra timidezza facendoci forza a vicenda. Spero di poter partecipare alla prossima.
Valeria

Sabato è stato bellissimo. Quando siamo arrivati c’erano 22 pezzi registrati e noi in meno di 2 ore li abbiamo più che raddoppiati. Avrei dovuto andare via alle 17 ma ero talmente contenta che ho deciso di arrivare tardi all'appuntamento che avevo e sono andata via che erano quasi le 17.25.
Tiziana

Sono andata in farmacia già sapendo che ci avrei guadagnato e sarei stata contenta... ma un conto è un pregiudizio, anche buono, un conto è l'esperienza. Sono tornata a casa gasata come quando ero una ragazza e l'ho raccontato a tutti, che lo volessero sentire o meno, tanto scoppiavo. Certo, è andato tutto bene: qualche rimbrotto, qualche "assalto verbale" ma tantissima generosità. Tra noi volontari c'era l'archivista, quello che non avvicina nessuno, il generoso, quello che tampina tutti (che ho tentato di copiare per il fascino evidente della modalità e l'attrattiva che aveva) e il legalista, uno lo fai tu uno io... ma di tutti Gesù si è servito per far risplendere la sua gloria. Tanto che un farmacista "lampadato", arrivato a metà del turno, quando sono andata a prendere il farmaco offerto da mia sorella ha voluto pagare un farmaco anche lui dicendo "grazie a voi per quello che fate. E' meraviglioso". A cinquant'anni suonati... mia giovinezza non ti ho perduta!!!
Bruna

Per me è stata un'esperienza difficile Banco Farmaceutico. Non avendolo mai fatto ed essendo in compagnia di una persona ancora più introversa di me è stato difficile... Mi sentivo del tutto inadeguata e un pezzo di legno, che fatica! Nonostante tutto sono stata contenta di essermi offerta e lanciata in questa cosa, mio marito conoscendomi è rimasto stupito di questo mio slancio, perché io non mi muovo mai da sola, di solito faccio queste cose se spinta e se in compagnia di amici che conosco bene. Però il mio cammino di fede mi sta proprio cambiando... io rimango la solita timida che si vergogna di tutto, però ho detto sì a questo gesto che non ho ignorato come faccio ogni anno. Alla fine sono stata contenta lo stesso, perché quel pomeriggio lì, nonostante il mio imbarazzo che mi portava a dire "che ci faccio qui", mi sono sentita in compagnia di Gesù, perché ero lì solo per lui.
Veronica